PAOLA BARALE
La Tv che mi piace
La popolare conduttrice e show-girl torna alla sua grande passione, il varietà. Da inizio aprile è con Paola Perego a “Citofonare Rai 2”, in onda il sabato e la domenica alle 11.10. «Mi sembra di essere tornata un po’ alla televisione di una volta – dice al nostro giornale – quella non urlata, in cui le persone si esprimono, si divertono e non litigano. E questo per me è un bellissimo regalo»
Da poche settimane ha debuttato a “Citofonare Rai 2” nel week end della Rai, come sta andando?
Ci stiamo divertendo. Il programma è un varietà leggero e credo che in questo momento ci sia tanto bisogno di un po’ di leggerezza, di ironia: c’è voglia di ridere, di distrarsi, cosa che non significa nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi di fronte ai problemi. A capitanare il nostro gruppo scatenatissimo è Paola (Perego), io sono una new entry insieme ai Gemelli di Guidonia. Ci occupiamo di spettacolo, di gossip, di cultura, ci sono gli ospiti, e grazie al patrimonio delle Teche Rai riusciamo a rivivere momenti televisivi bellissimi del passato.
Il varietà è da sempre una sua passione…
… mi è sempre piaciuto, con “Citofonare Rai 2” mi sembra di essere tornata un po’ alla televisione di una volta, quella non urlata, in cui le persone si esprimono, si divertono e non litigano. E questo per me è un bellissimo regalo.
Che Paola porta al pubblico del daytime?
Porto sempre me stessa, non sono molto diversa dalla sera alla mattina (sorride). Questa collocazione mi riporta al varietà della domenica (con Maurizio Costanzo), allora si incominciava subito dopo pranzo, ora andiamo in onda al mattino. Ma è sempre quella Paola là, solo con qualche anno in più (sorride).
Come è cambiato, nel tempo, il suo vivere la luce rossa della telecamera?
La luce della telecamera è sempre quella, a essere cambiati sono invece la televisione e il pubblico che la guarda. Un tempo se seguivi un programma e non ti piaceva cambiavi semplicemente canale, oggi, invece, il pubblico è decisamente più attivo, partecipa, commenta, giudica. Anche per questo motivo chi sta davanti alla telecamera sente maggiore responsabilità, si pone più domande.
Il grande pubblico della Tv la conobbe a fine anni Ottanta come sosia di Madonna…
Iniziai così ma non amavo molto essere la sosia di qualcuno, perché non mi è mai piaciuto imitare le altre persone, per di più una cantante, cosa non proprio semplice. Nonostante ciò, quella somiglianza fece sì che mi notassero nel mondo dello spettacolo, lo stesso Mike Bongiorno mi volle con sé per questo motivo.
Con Mike lavorò per sette anni a “La ruota della fortuna”, ci regala un ricordo di quella collaborazione?
Mike era il maestro, e un maestro anche abbastanza severo. Nei suoi confronti provavo gratitudine e rispetto e mi ponevo sempre con un certo timore, anche per la grande differenza d’età che c’era tra noi e per ciò che lui rappresentava per me e per tutti.
C’è un consiglio di Mike che si è portata dietro nel tempo?
Mike non dava consigli ma vederlo lavorare era ogni volta una lezione. Mi fece capire come funzionava la televisione di allora, vidi da subito la serietà che metteva in ogni cosa che faceva, a partire dal rispetto della puntualità. Gli sono ancora grata, così come sono grata a Maurizio Costanzo con cui ho lavorato negli anni successivi. Mike e Maurizio erano persone tra loro molto diverse ma entrambe con uno spessore meraviglioso.
Tre anni fa l’abbiamo vista in pista a “Ballando con le stelle”, che esperienza è stata?
È stata una bellissima esperienza anche se non è andata proprio come avrei voluto. Mi sarebbe piaciuto andare più avanti nella gara, ma la pressione che sentivo su di me non mi ha agevolata. Amo ballare, il ballo ti migliora, ti dà energia, ti fa sentire una ragazzina, almeno fino a quando non ti “rompi” (sorride). Io mi ruppi due vertebre e non fu facile, ma a distanza di tre anni posso dire che grazie al ballo ho trovato finalmente una disciplina che non mi annoia e che anche oggi mi fa stare bene.
Che spettatrice è oggi davanti alla Tv?
Amo la televisione capace di stupire e di fare sognare. Quella delle storie che raccontano il bene, l’arte, la bellezza, insieme alla speranza. Mi emoziono facilmente, mi è capitato recentemente guardando “Dalla strada al palco”, uno spettacolo meraviglioso dedicato agli artisti di strada. È un mondo che apprezzo e che mi appassiona, quello di chi dedica la propria vita all’arte esibendosi su una via, in una piazza, sul quale ho anche scritto un mio format Tv.
Che cosa c’è nella Paola di oggi della ragazzina cresciuta a Fossano?
Sono sempre io ma con un po’ di esperienza in più. insieme agli anni ci sono le nostre esperienze, ci sono i successi e gli “errori”, le cose che ti hanno dato soddisfazione e quelle che non sono andate come volevi. Tutto ti insegna qualcosa, sbagli compresi.
Ballo a parte, come ricarica le batterie?
Facendo le cose che mi piacciono e trascorrendo del tempo con le persone a cui tengo, con i miei amici. Non mi faccio più andare bene tutte le cose per forza. Scelgo di più. Spesso amo anche stare da sola, dedicarmi del tempo, prendermi i miei spazi.
Come sarebbe stata la sua vita se non ci fosse stato lo spettacolo?
Ero iscritta all’ISEF e credo che avrei fatto l’insegnante di ginnastica. L’idea mi piaceva molto.
Che cosa prova quando pensa al futuro?
Ho imparato a pensare di più al presente, a godermi ogni attimo. Certo, sono una persona positiva e spero che per me ci sia un futuro meraviglioso, ma cerco di non fare troppi programmi, anche perché spesso, in passato, non sono andati esattamente come avevo previsto. E così mi godo la giornata, quello che ho. Questo è per me il raggiungimento di un grande traguardo.