LORELLA BOCCIA
Storie che cambiano la vita
Un viaggio nel legame sempre più profondo tra gli esseri umani e i loro compagni di vita al centro di “Pets – Animali del cuore”, il nuovo programma del sabato mattina di Rai 2
Porta in televisione il rapporto tra esseri umani e animali: che tipo di racconto ha voluto costruire?
Tutto nasce dal legame che si crea tra noi e i nostri animali, un rapporto profondo fatto di affetto ma anche di fiducia, qualcosa che si costruisce insieme e che non va mai dato per scontato. Nel programma raccontiamo storie vere che mostrano quanto questo legame possa incidere nella vita quotidiana. Penso ai cani allerta diabete: in studio abbiamo simulato una situazione reale e ho visto in diretta come il cane riconosce il problema e attiva i soccorsi. Lo stesso accade con i cani molecolari, capaci di individuare una persona anche in condizioni difficili. Sono esempi concreti, come quelli degli anziani aiutati nella quotidianità, che raccontano quanto questi animali possano fare la differenza. È un racconto a 360 gradi, tra aspetti pratici ed emotivi, che include anche la pet therapy e storie più leggere e sorprendenti, come quella di Becco di Rame o di chi ritrova gatti smarriti anche a chilometri di distanza. Storie diverse, ma tutte piene di vita.
Nel programma emergono insieme emozione e competenza: quanto è importante trovare questo equilibrio?
Per me è fondamentale. In studio sono presenti moltissimi animali, non solo cani e gatti, ma anche gufi, aquile, insetti, serpenti, alpaca, pesci. Tutti i protagonisti delle storie sono lì, ma sempre trattati con il massimo rispetto. Sono loro il centro di tutto. L’atmosfera che si crea è davvero particolare: una serenità che nasce proprio dal contatto con gli animali, ma accompagnata da un grande senso di responsabilità. Al di là dei professionisti, dall’istruttore al veterinario, mi ha colpito l’atteggiamento delle persone, anche del pubblico. Abbiamo ospitato animali con vissuti difficili e in quei casi abbiamo evitato applausi, abbassato la musica, adattato i tempi. Ci sono animali che reagiscono in modo diverso ai rumori, ai movimenti, alle telecamere. Tutto è pensato per tutelarli.
Parla di rispetto e responsabilità: quali sono gli errori più comuni che vede nel rapporto con gli animali?
È fondamentale fare chiarezza. Al di là dei casi di maltrattamento, che purtroppo esistono e che affronteremo, c’è un aspetto molto concreto che spesso viene sottovalutato: la scelta dell’animale. Molte persone vogliono fare una cosa bella, adottare, ma non sempre sanno come orientarsi. È importante capire che tipo di animale si sta scegliendo: il carattere, il vissuto, le esigenze. Se è adatto a una famiglia, se può vivere in appartamento, ma soprattutto quale comportamento ha. Bisogna essere consapevoli che non esiste un animale “giusto” in assoluto, ma esiste quello giusto per quella persona.
Oggi gli animali sono sempre più presenti nella vita quotidiana: secondo lei cosa racconta questo cambiamento?
Racconta qualcosa di molto bello. In studio ho visto una purezza e una verità che raramente si incontrano. Gli animali ti spingono a diventare una persona diversa. È un rapporto reciproco, una storia che cresce nel tempo: non è solo l’animale a cambiare la persona, è anche la persona che cambia l’animale. Si costruisce un percorso insieme, si impara a convivere nel rispetto reciproco. Una cosa che mi ha colpito molto è che spesso chi adotta racconta di essere arrivato senza sapere cosa aspettarsi, ma di aver sentito che fosse l’animale a scegliere lui. È una sensazione immediata, quasi istintiva, che ritorna in tante storie.
Se dovesse sintetizzare in una frase il senso di questo programma, quale sarebbe?
Direi che il valore aggiunto è la purezza e la verità. In un mondo in cui tutto sembra costruito, questo è un racconto autentico, reale. Ed è proprio questo che lo rende speciale.