Elisa Isoardi
Al bar non si è mai soli
Un viaggio nella provincia italiana, le storie della gente della strada. La conduttrice di “Bar Centrale” al RadiocorriereTv: «Il bar è un luogo aperto e democratico dove tutti possono dire tutto, dove non si arriva a inviti». Il sabato alle 14 su Rai 1
Tante le trasmissioni televisive che si propongono di raccontare gli italiani. Cosa cerca di scoprire “Bar Centrale”?
Tutto (sorride), della provincia in generale, che ha persone e personaggi dei più vari. C’è ancora tanto da raccontare, basta guardare nelle nostre case. Per me passare dal territorio e dal prodotto alle persone è un bell’upgrade.
Perché, per farlo, ha scelto i tavolini e il bancone di un caffè?
Il bar è il posto dove tutti possono dire tutto, dove non si arriva a inviti. È un luogo aperto e democratico, in cui persone anche con idee diametralmente opposte possono convivere. Perché non portare in televisione questo esempio bello di serenità e dialogo? Questa è stata l’idea di partenza e sarà anche il punto d’arrivo. Anche lo studio è un bar con il suo bancone, il suo barista, con i nostri tipi da bar, avremo la nostra compagnia di giro che sarà fissa, Serena Bortone, la nostra amica geniale, Davide Rondoni, il poeta dei poeti, Rosanna Lambertucci l’amica delle donne. Non farò altro che far palleggiare il bar del paese con quello che abbiamo noi in Rai.
Che ricordi ha del bar della sua Caraglio nella provincia cuneese?
Era un’istituzione. Nella piazza c’erano la chiesa, il negozio di alimentari e il bar, luogo di aggiornamenti e dove passavano tutti. Nel bar, ieri come oggi, le notizie andavano in pasto alla filosofia popolare. E anche nel nostro programma avremo le notizie dell’attualità, quelle più leggere, quelle su cui riflettere. Nel corso delle settimane visiteremo tanti bar nei quali cercheremo di scoprire anche ciò che succede nei diversi paesi della provincia italiana.
Ricorda qualche curioso frequentatore del bar del suo paese?
C’era un signore che sapeva sempre tutto di tutti perché stava al bar dall’alba al tramonto, era bello vederlo, un’abitudine, un punto di riferimento. Il bar ti restituisce tanto, gli aneddoti e personaggi particolari. Al bar, anche quando cerchi la solitudine, non sei mai solo, perché in paese non si è mai soli.
Cosa era ed è solita ordinare al bar?
La mattina il caffè, così come dopo pranzo. La sera invece è il momento della cena piccola o dell’aperitivo lungo. Il bar ti accoglie in ogni momento della giornata.
Lei è nata in provincia, cosa c’è delle sue origini nella donna che è oggi?
La provincia ti aiuta a essere solido. Poi puoi girare il mondo, ma avere le radici forti può fare la differenza. In provincia ci sono verità e schiettezza, attaccamento al senso della realtà, ai valori veri. Mi ha aiutato a sdrammatizzare certe situazioni, a superarne altre in modo sereno. La provincia è accarezzante.
Cosa le ha lasciato l’esperienza di “Linea Verde”?
Il coraggio di chi vuole fare impresa nel nostro Paese, di chi fa agricoltura. Ti porti a casa la grinta di persone che da sole cercano di andare avanti e di proteggere l’ambiente. Gli agricoltori tutelano il paesaggio, senza di loro le montagne cadrebbero a pezzi. Con “Linea Verde” abbiamo cercato di tutelarli, territorio e cucina sono nel mio cuore da sempre, sin dall’inizio della mia carriera.
Qual è la televisione che le piace?
Cerchiamo di fare una televisione gentile. “Bar Centrale” fa suo il gesto del caffè sospeso, rituale napoletano che abbiamo tradotto in modo metaforico, raccontando un gesto gentile che una persona ha fatto nei confronti di un’altra. Lo spirito di emulazione si ha sulle cose negative ma soprattutto su quelle positive. Dobbiamo fare un passo in avanti e raccontare ciò che dovrebbe essere scontato ma non lo è più. La televisione ha ancora una grande responsabilità.
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Ha iniziato da giovanissima, quali sono i momenti televisivi che porta con sé con maggiore affetto?
“Unomattina” con Franco Di Mare, esperienza che è stata un po’ la mia università professionale, “Ballando con le stelle” che è stata una rivoluzione, e poi “Bar centrale”, programma tutto mio in età matura della mia carriera.
Chi è Elisa Isoardi oggi?
Una donna che a livello televisivo deve fare ancora tanto e che deve imparare tante cose. Ma fortunatamente la Rai ti dà tante possibilità di misurarti su sfide diverse.
Cosa le rende felice?
Guardandomi indietro sono felice di tutto ciò che ho fatto sino a oggi. La felicità sarà anche per quello che verrà.